Sicilia (isola di Pantelleria) Non ha importanza chi io sia e cosa faccio: voglio raccontare la mia bellissima esperienza così come meglio mi viene, non ho mai scritto nulla, non è la mia arte ma quello che scrivo lo scrivo col cuore. La prima settimana di....
luglio sono stato a fare una vacanza a Pantelleria , avevo tanto sentito parlare di questa bellissima isola ma non immaginavo di trovare un paradiso al centro del Mediterraneo: sì, proprio al centro, quasi dispersa nel mare ma cosi vicina all’Africa che la vedi pure quando il tempo è bello, non molto lontano dalla Sicilia per i suoi legami culturali e storici, eppure estremamente vicina alle origini arabe che danno i nomi alle contrade e ai quartieri, alle case con i tetti a cupola di colore bianco. Una sensazione indescrivibile: ti sembra quasi di essere in un luogo fiabesco dove la realtà cambia, il silenzio, i profumi di piante mediterranee che non trovi in altri posti, una natura rigogliosa, un verde della macchia mediterranea variegato dagli ulivi che crescono appena a 2 metri di altezza , dalle piante di uva e dalle piante di capperi , e così piccola anche grazie alla sua conformazione geografica caratterizzata da una montagna centrale a cui piedi stanno tutte le contrade con quelle fantastiche casette in pietra lavica con i tetti bianchi ( dammusi ). I tuo occhi spaziano tra la natura e un mare azzurro attraversato dalle navi che silenziosamente percorrono il canale mediterraneo, l’esperienza più bella è quella di poter girare gli splendidi strapiombi e le calette a volte accessibili solamente dalle barche, cosa a me mancata a causa del mare agitato in quei giorni , eppure vedi come la natura preserva il suo stato di conservazione: eccetto qualche piccola caletta le spiagge sono tutte in roccia lavica che riscalda meravigliosamente l’acqua, rendendole così poco accessibili a quel violento turismo di massa che degrada spesso l’ambiente - mentre scrivo mi distraggo per raccontare a mia moglie quello che scrivo, ma riprendo subito. Un’ isola poco abitata nell’inverno, un po’ meno nei periodi estivi,basti pensare che la discoteca apre per quindici giorni in agosto, un turismo interessato alle meraviglie naturali e alle escursioni subacquee, puoi scegliere di fare il bagno dove vuoi dalle fresche acque del mare al lago di venere(40°), splendida conca naturale che si riempie in modo naturale con calde acque solforiche, così poco profonda che vedi il bianco fondo dove si specchia una azzurro cielo, per arrivare alle acque delle favare (100°) se ne trovi il coraggio, oppure puoi rilassarti nella splendida sauna naturale, una grotta immersa nella macchia mediterranea che si affaccia su una verde valle piena di quei vitigni da cui si estrae il passito ( originale liquore che tutto il mondo invidia, un mix giusto tra l’alcol e il dolce sapore dei vitigni di Pantelleria dove ritrovi una moltitudine di sapori e di profumi mediterranei esaltati dal profumo del mare), la sensazione di bere un buon bicchiere di quel “nettare degli dei”dopo aver mangiato del fresco pesce arrostito alla brace nel giardino del tuo dammuso che rigorosamente si affaccia sul mare, non ti ubriaca ma ti permette uno stato di quasi abbandono dove la tua mente viaggia tramite il mare nel tempo e ti permette di immaginare un Mediterraneo più Arabo che Siculo, riscopri dentro di te le tue lontane origini che ti legano col mondo Arabo. Un silenzio assoluto ti avvolge interrotto solamente dall’innocente chiasso di bambini che giocano , il loro è un rumore naturale che non dà fastidio. Non guardi l’orologio: nessuno ti aspetta o meglio “nessuno rompe” , dormi e mangi quando ne hai voglia, non importa che ora sia, puoi anche vivere di aria ( tanto quella è pulitissima),… mi sono così tanto divertito e rilassato da scordarmi pure i miei familiari, si è vero, avevo perso la “bussola”. La signora che ci affittava il dammuso ci ha fatto trovare una splendida cesta di albicocche , erano dolci come la terra che ci ospitava , dolci come il pesce che pescava cumpari Michele (il proprietario del dammuso). Dagli strapiombi guardavamo il mare e le calette per poi ripartire a nuove tappe che ci portavano all’interno, percorrevamo strade che tagliavano i vigneti in una miriade di terrazze delimitate da muretti a secco di pietra lavica in cui crescevano i capperi . Un posto ancora intatto dichiarato riserva floro-faunistica dove crescono singolari specie. Vi invito a visitare Pantelleria, ma fatelo con rispetto, in silenzio, senza inquinare: possibilmente lasciate le auto a casa ( le troverete sul luogo), non siate invadenti… Di:Lillo Tummino |