Home arrow Guide alle localitą arrow Sicilia arrow Trapani
PDF Stampa E-mail

Sole e sudore

Talvolta in sicilia la vita sembra avere l'aspetto del sale,quando l'acqua marina si dissolve al calore del sole e resta un grumo di cristalli asciutti,amari e spigolosi. Al contrario per generazioni di siciliani della costa occidentale,il sale è anche la vita: fra Trapani e Marsala hanno ingabbiato il mare,hanno infatti convogliato le sue acque in bassi fondali recintati di tufo,hanno messo al proprio servizio il sole e da quest'industria fondata sull'evaporazione hanno tratto la propria ricchezza. trapaniDa queste parti il sale è chiamato"oro bianco": buono per conservare la carne,o per conciare le pelli,come per scacciare i demoni. Nel' 500,il prezzo era pari a quello dell'oro,ed era usato come moneta di scambio (da cui il termine"salario").
Sole e sudore sono gli agenti che hanno cotto la pelle del collo e delle mani di un capostipite delle saline trapanesi: Alberto Culcasi: Tempo fa,quando lSalineo incontrai aveva 73 anni. Pare naturale chiamarlo capostipite. anche se il sale,lungo queste coste,cominciarono ad estrarlo i fenici,è il titolo giusto per chi crede in un lavoro che sembra destinato a morire,vi investe con coraggio tutti i suoi capitali e ne fa una ragione di vita (anche se dura) per i figli e per i nipoti. Incontrai Culcasi alla sua salina,vicino a Paceco,una mattina di sole,con l'aria che mandava sentori di iodio e gli aironi che passeggiavano in lontananza. con gli occhi blu fissi sui campi seminati di acqua salmastra,lucidi e immobili come lastre di ghiaccio. Mi disse. Ho sempre lavorato qui dentro. Ho cominciato a sei anni come bracciante addetto alla pulizia del sale. allora noi operai eravamo schiavi venduti. Poi,nel'77,ho comprato dodici ettari. Dopo l'alluvione i padroni svendevano,avevano paura. Oggi è tutto mio,ma Dio sa quanto è stata dura. Io contro il mare". Ci sarebbe Salinestata bene una frase di hemingway, ma ce n'è una insuperabile di Gesualdo Bufalino:"conosco solitudini d'isola di una tenerezza infinita,intime come pieghe di carne. Persino le coste per quanto manomesse e corrotte dall'infezzione balneare,serbano ancora intatto qualche lembo d'incantesimo e di pace". Tutto vero,ancora oggi. la costa trapanese,presidiata da fari in disarmo Mulinoe mulini a vento,in alcuni tratti è di uno splendore maldiviano: le spiagge di castellammare del Golfo,quelle di Marsala,la Riserva dello Zingaro,le cui pendici ricoperte di vegetazione si tuffano a strabiombo nel mare,l'isola di Mozia,un paradiso archeologico e naturalistico che,con la bassa marea,si può raggiungere camminando su una lingua di sabbia,gli isolotti che la circondano,Santa Maria,Scuola,Isola Grande,perduti nel silenzio,nella storia e in un perfetto blu mediterraneo. Osservando Culcasi pensavo che anche il sudore produce sale,e alla fine della giornata lascia una patina biancastra sulle magliette scure. Tutto il corpo e come una salina. Era grazie a lui se i vecchi mulini a vento funzionavano ancora come quattro secoli prima,per macinare i cristalli di sale: molti dei vecchi padroni avevano rinunciato da tempo alla lotta, troppo dura e troppo poco redditizia. La sua era anche una vittoria nei confronti dei vecchi feudatari siciliani,che per secoli avevano riempito i depositi dei bagli del frutto delle fatiche dei mezzadri. Non importava che i feudi fossero sulla terraferma,perchè,disse,la salina si lavora come un campo qualsiasi. I bagli-castelletti di pietra a pianta quadrata,con certi pertugi di finestre per scoraggiare gli assalti e ampi cortili che ricordano quelli dei caravanserragli orientali- sono l'ultima testimonianza che resta di quei secoli di duro lavoro agricolo. Baglio deriva dall'arabo "baal". fortezza. Molti,dimenticati nel verde,crollano; e quelli che si sono salvati dalla rovina sono stati trasformati in alberghi,ma i versi amari di Santo Cali',poeta della povera gente,stanno li per sempre a ricordale il loro uso antico. In un poema il signorotto di campagna si affaccia alla finestra del baglio e distribuisce a caso lo stipendio ai braccianti,imbrogliandoli sul cottimo. E il poeta li maledice. Rabbia viscerale,perfettamente siciliano,o,in alternativa,perfettamente africana. L'Africa torna infatti spesso da queste parti,non fosse che per ragioni di latitudine,anche dopo la cacciata definitiva dei Mori,proclamata sulla splendida facciata della cattedrale di Mazzara del Vallo (luogo del primo sbarco degli arabi in Sicilia),dove un cavaliere cristiano infilza un guerriero saraceno in turbante.Vi torna prima di tutto con la sabbia,il suo biglietta di visita geologico. SalinaLungo la costa è in atto un processo di desertificazione inesorabile: il sahara attravera il braccio del mediterraneo che lo separa dall'Italia e prosegue la sua avanzata in Sicilia. E se il vento non lavora a favore delle dune,lo fa la pioggia: ogni volta che piove puoi passare un dito sulle automobili parcheggiate a Marsala e raccogliere la sabbia del Sahara. Tra cent'anni Mazzara del Vallo,Granitola-Torretta e Tre Fontane saranno sparite sotto la sabbia. Ma l'Africa torna anche nella fede:nell'Agrigentino,una forma di devozione è prendere a calci le statue dei santi,o sfilare in processione con serpenti avvolti attorno al collo. Si onorano,spesso senza saperlo,santi africani:San Calogero,San Filippo,rappresentati con la barba bianca e la pelle olivastra. Dall'Africa finiscono per dipendere anche i pescatori di Mazzara del Vallo,i celebri pescatori della flotta più grande d'Italia,mille volte arrestati in alto mare dalla marina tunisina e finiti sotto chiave a Sfax per aver gettato le reti dove non dovevano. Oggi non le gettano più cosi' spesso; non tutti,almeno. A quello pensano i pescatori tunisini,che vanno a fare il lavoro sporco in certe secche decretate zona di ripopolazione dall'Unione Europea, e poi si danno appuntamento in acque internazionali con i loro nemici giurati di Mazzara,hai quali vendono a prezzi tunisini il pesce a loro proibito che,portato in Italia,quadruplica il valore. E quale valore,lungo la costa dove c'e sempre meno pesce,e dove,anche quando ce n'era da doverne ributtare in mare,fra i piatti della cucina locale si trovano un "brodo di pietra",ottenuto facendo bollire in acqua con cipolle e pomodori i ciotoli raccolti sulla battigia che il mare aveva ricoperto di alghe commestibili. Penso agli occhi di Alberto Culcasi e capisco perchè,da queste parti, quando il sale si rovescia si è convinti di un presaggio di sventura.

Case vacanza sicilia





Reddit!Del.icio.us!Facebook!Slashdot!Netscape!Technorati!StumbleUpon!Newsvine!Furl!Yahoo!Ma.gnolia!Free social bookmarking plugins and extensions for Joomla! websites! title=
 
< Prec.   Pros. >

SEO by zalexo - Progetto Oxidianavacanze WORK in PROGRESS

Copyright © 2007  oxidianavacanze.net All Right Reserved.