Isola di FavignanaE' impossibile non vederla subito,appena si sbarca a Favignana: l'antica tonnara che domina la baia del porto,oggi è uno spettacolare sito di archeologia industriale. Un complesso di 40 mila metri quadrati,formato da diversi padiglioni comunicanti,dove fino a quarant'anni fa si svolgeva l'intero ciclo di lavorazione e inscatolamento del tonno,pescato durante la mattanza di maggio e giugno. L'attività si ripete ancora ogni anno ma la sua importanza e ormai più turistica che economica: i pregiati Thunnus thinnus,o tonno rosso sono sempre meno. E il bottino della pesca finisce quasi tutto nelle mani dei migliori compratori: i giapponesi. Cosi' l'ex-grandioso stabilimento,oggi di proprietà della regione sicilia,dovrebbe essere riconvertito nel giro di cinque anni in uno spazio multifunzionale destinato ad attività culturali,turistiche e artigianali,nel rispetto della sua antica tradizione. Perchè la grande tonnara è per Favignana il simbolo di un'epoca gloriosa: quella della dinastia palermitana,che dalla meta' dell'800 ai primi decenni del '900 trasformò l'isola nel centro di un grande impero commerciale e industriale,oltre che in uno dei ritrovi estivi più mondani dell'epoca. Fu Vincenzo Florio armatore palermitano,industriale di vini e grande appassionato di automobili sportive a far ristrutturare e ampliare,nel 1878,gli edifici della tonnara,dando cosi' inizio alla redditizia produzione di tonno sott'olio. L'attività,tramandata al figlio e al nipote,rimase nelle mani della famiglia fino ai primi decenni del Novecento. Poi una serie di lutti e di difficoltà economiche segnarono il declino di casa Florio,e la fine del periodo d'oro della tonnara. Ma c'è anche un altro luogo legato ai signori di Favignana: è il Villino Florio,commissionato dal capostipite Vincenzo all'rchitetto Damiani Almeyda,per i periodo in cui era necessario risiedere sull'isola per seguire l'andamento della pesca,la sfarzosa reggia in stile eclettico con giardino è in parte accessibile al pubblico,anche se attualmente chiusa per restauri: ospita la sede della Riserva Marina,istituita nel 1991,e un piccolo ma interessante museo antiquarium con reperti archeologici subacquei. Acque profonde,pescose e limpidissime,premiate da Legambiente con tre vele. Fondali spettacolari ricchi di fauna (per immersioni guidate: Progetto Atlantide,porticciolo Punta Lunga,tel.09233922181,http://www.progettoatlantide.com/;Posidonia Blu,porticciolo punta lunga,tel.09233921302,http://www.posidoniablu. Ma anche baie e spiagge per prendere il sole. Per chi non vuole allontanarsi da favignana paese ci sono Cala Fumere,protetta da scirocco e libeccio,e la Praia (nei pressi dell'ex-tonnara):lunga,ampia,dorata,adatta anche ai bambini. Sempre a nord,cala Rossa è la località di mare più celebre dell'isola,sia per il suo passato storico (la battaglia combattuta tra Romani e Cartaginesi nel 241 a.C) sia per la bellezza del paesaggio: un ampio anfiteatro roccioso che digrada verso il mare,con acque di colore caraibico. La zona sabbiosa è piccola,ma in compenso ci si può sdraiare sugli scogli appiattiti. Famose e molto frequentate anche le baie della costa meridionale,a cominciare da Cala Azzurra (a sud-est), protetta dai venti e riparata dagli alti scogli,con due spiaggette di sabbia bianca finissima e la presenza di argilla che favorisce il peeling naturale. Seguono Lido Burrone,sabbia bianca,mare limpido,docce,sdraio,ombrelloni e bar-ristorante. Cala Rotonda,a sud-ovest:una spiaggia di sabbia e scogli,incorniciati da un suggestivo arco naturale (detto di Ulisse). Favignana,però,è anche l'isola delle cave di tufo,un tempo tra le principali risorse economiche dell'isola,fonte di reddito per cavatori,carrettieri e marinai. Il pregiato tufo locale,infatti,tagliato a grandi blocchi (detti cantuni),veniva esportato in tutta Italia e persino nel Nord Africa. Oggi i siti estrattivi da luoghi di lavoro sono diventati un richiamo turistico,meta di visite a contatto con una natura sorprendente e surreale. Torri,colonne,pinnacoli e anfratti creano uno spettacolo naturale forte e potente che non lascia indifferenti. La zona più ricca di queste architetture a celo aperto è quella che va da Punta San Nicola a Cala Rossa,dove anche la costa è un susseguirsi di cave,antichi scali,gallerie lunghe un centinaio di metri,buie e silenziose,che si affacciano sul mare. Poteva anche capitare,però,che durante gli scavi il terreno sprofondasse spontaneamente,creando crepe,anfratti,canyon,dove cresceva spontanea la vegetazione (tra cui le ben note piante dei capperi). Le alte pareti di tufo diventavano cosi' speciali contenitori di insospettabili coltivazioni,i giardini ipogei (per tour guidati ci si può rivolgere alla Pro Loco,piazza Madrice 68,tel. 0923921647). Altre volte,nelle cavità delle rocce erose a 5,6 metri di profondità,erano gli stessi cavatori (i pirriaturi) a piantare viti e alberi da frutto,al riparo dal vento e dalla salsedine. Alcuni di questi insoliti orti-giardini si possono vedere proprio nella zona più antica del borgo di Favignana: il rione Sant'Anna. Da non perdere anche una visita ai Giardini dell'Impossibile ( contrada Bue Marino,tel.0923921501,http://www.villamargherita.it/), di Margherita Campo,una tenace signora isolana che,circa 30 anni fa,in una zona di cave dismesse ha cominciato a piantumare 200 specie diverse di piante. In perfetta sintonia con le architetture di pietra che la circondano. Case vacanza Sicilia
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