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 Olbia

Scalo aereo e marittimo,snodo ferroviario e stradale.Olbia non è solo un crocevia del sistema sardo dei trasporti,ma un punto di incontro tra la gente che arriva nell'isola. E su questo ha fatto la sua fortuna. Il paesaggio a perso qui il fascino rude e pietroso della Gallura,ma la città,il mare,il litorale e i luoghi che la circondano possiedono una loro magia,vantano una storia antica che vale la pena scoprire. OlbiaOlbia venne fondata probabilmente dai Cartaginesi nel V-IV secolo a.C. Mostra ancora tracce delle civiltà che vi fiorirono come il complesso nuragico di Cabu Abbas,su una collina a 5 km dal centro,resti delle mura e delle terme romane,le cisterne puniche venute alla luce nella centrale piazza Regina Margherita. Ma la sua "Perla" è senz'altro la chiesa romanica di San Simplicio eretta verso la fine dell'anno Mille in granito grigio. Lungo la strada del Golfo Aranci,poi,si incontra il curioso pozzo nuragico di sa Testa con un vestibolo, sedili di pietra e una camera sotterranea dove sgorga l'acqua. Olbia si presenta come una città aperta, cosmopolita,e smentisce il clichè,ormai un pò logoro,dei sardi chiusi,cocciuti e gelosi custodi della loro terra. Qui ristoranti,alberghi,negozi non chiudono mai d'inverno e si concentrano nella zona di corso Umberto I,che è anche la strada del passeggio serale. Navi e traghetti si infilano nella stretta insenatura dejazzl golfo che conduce al porto,il cuore di Olbia,il suo fulcro,il punto dal quale in tessuto urbano si dipana tutt'intorno,a raggiera. Sull'ampia rada olbiese,20 km più a nord,si affaccia pure Golgo Aranci,un borgo circondato da belle spiagge come Cala Sassari e Cala Moresca,sempre affollata d'estate. Dal paese,attraverso una strada di terra battuta e poi seguendo un sentiero in salita tra la macchia,si giunge,  dopo mezz'ora di cammino,all'estremità del promontorio di Capo Figari. Da qui si possono godere tramonti di favola in un gioco di dissonvenze naturali dove le rocce si colorano di un rosa lucente prima che il mare si confonda col celo cedendo lentamente il suo blu a quello più intenso della notte. Di fronte alla costa spunta l'isola di Figarolo,mentre verso sud si staglia la massiccia e lunga isola di Tavolara,con alte scogliere di calcare che raggiungono i 565 m. Ci si arriva in 25 minuti con barconi che partono ogni ora dal molo di porto San Paolo. Il Golfo di Olbia si chiude con Capo Coda Cavallo,pieno di cale nascoste e circondato da isolotti: ha una punta sottole e rivolta all'insu,davanti all'isola di Molara. Ma lo stupendo scenario della costa, se si prosegue fino a San Teodoro,diventa Olbiaancora più ammaliante: con la laguna dove abitano folaghe,aironi rossi e germani reali e con gli enormi sassi di granito che il vento e l'acqua anno modellato in strane forme. L'incanto che avvolge la vicina Posada,però,non ha uguali: il villaggio,di origine medioevali, è adagiato vicino a uno sperone roccioso: grappoli di case bianche emergono da un reticolo scosceso di viuzze,interrotto qua e là da strette e ripide scalinate. Sulla cima della montagna svetta la torre del Castello della Fava,un magnifico baluardo che da più di otto secoli scruta,severo,il mare.





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